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Le Famose Interviste - Il Famoso Barbone Triestino

Dopo mesi di inseguimenti siamo finalmente riusciti a mettere nel cantone un giovane presente dagli albori nella blog community di un certo tipo; costui ha saputo conquistare le folle dapprima con il suo spirito pungente e, una volta palesatosi, con il suo fisico imponente e il biondo ciuffo ribelle. Potrebbe andare molto lontano, se solo lo volesse, ma è pigro come il peggiore dei barboni: Signore e Signori ecco a voi il Famoso Barbone Triestino, in arte Anarchic.

La domanda ferale: ha finito la Sua casa? Ha già fatto il trasloco?
Domanda poco originale, oramai me la fanno in molti, comunque la risposta è NO, finché non è tutto perfetto, o quasi, non si entra. Comunque manca poco… chissà…

E quando facciamo la “fiesta” di inaugurazione?
Dopo l’arrivo della tredicesima… o quattordicesima.

Trieste, città di confine: dovrebbe essere una città movimentata, e invece è più addormentata di Gallarate. Ci spieghi come mai, secondo Lei.
Hmm, troppi vecchi??? I giovani sono vecchi in testa pure loro ? Oddio, poi c’è chi si accontenta, io no. Ultimamente però sbucano nuove realtà, vedremo.

Maria Giovanna Elmi è ancora il direttore del Teatro Stabile di Trieste? Immaginiamo che ne sarete alquanto fieri.
Si è dimessa parecchio tempo fa.

Ma che peccato! E’ vero quel che si dice dei triestini, che criticano molto la loro città, ma non se ne andrebbero per nulla al mondo?
Verissimo, in realtà i triestini DOC o presunti tali non la criticano affatto, qui non gli manca niente. Capita pure di sentire frasi del genere: “Perché andare al Guggenheim di Lisbona quando a Trieste abbiamo il Revoltella?” Comunque, non si vive poi tanto male, anzi, basta salire il più spesso possibile su di un treno o aereo e scappare.

Spieghi a chi non è indigeno che cos’è il “Terrano”
Il Terrano è un vino di queste zone che piace molto a Lei, se ben ricordo… è un vino secco, ottenuto dal vitigno del Refosco, con un gusto ed un aroma inconfondibili. Sinceramente non mi piace più di tanto, e visto che macchia non sarà mai presente nella mia umile casetta.

La Sua casetta sarà umile, ma ci risulta che Lei spende una fortuna per partecipare al Carnevale di Venezia. Non Le sembra uno schiaffo alla miseria?
La miseria è uno stato mentale; essere sotto con il conto in banca, invece, uno stato di merda… per cui anche quest’anno non ci sono stato.

Spende anche somme ingenti in capetti d’abbigliamento. Una cosa di cui si è pentito amaramente di avere acquistato?
Direi che non ce ne sono, e poi non credo di spendere molto, anzi, prossimamente credo che opterò per il vintage o la Caritas.

Lei nasce bilingue: fortuna o sfortuna?
Entrambe in diversi periodi della vita.

E’ capace di cucinare le “sarde in saòr”?
Per ora le cose che so cucinare sono il tiramisù e la Sacher, per non parlare delle uova strapazzate. Sinceramente me la cavo bene con le insalate - con rucola, mangio solo quella. Le sarde in saòr vanno prima fritte e poi messi a macerare con cipolla, aceto, ed olio, o almeno credo. Visto che non sono un fan della frittura, beh, non le preparerò mai.

Ha mai fatto sesso oltre cortina?
Se ben ricordo, sì, una volta parecchi anni fa… vuole pure i particolari ? Ricordo solo un tremendo odore di muffa coperto da quei profumi che si ficcano nella presa elettrica.

Caffè Illy o Hausbrandt?
Illy.

Il motto della settimana.
“Go do bale fin per tera”.

Moriremo democristiani?
Non mi occupo di queste cose.


Pubblicato il 7/4/2006 alle 17.30 nella rubrica Le Interviste Famose.

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