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Le Interviste Famose


20 marzo 2006

Le Interviste Famose - Il Famoso Critico Brizzolato

Incontriamo questa settimana una blogstar di prima grandezza, che ha sempre scritto con arguzia di cinema e spettacolo. Per uno strano paradosso, stare troppo sotto i riflettori lo ha fatto cascare recentemente nella Casa del Sonno. Per quanto? E chi lo sa? Cerchiamo di scoprirlo! Signore e signori ecco a voi il Famoso Critico Brizzolato, in arte Marquant.

Ci dica la verità: anche Lei ha chiuso il blog solo per aprirne un altro sotto mentite spoglie.
No, guardi, preferisco vivere.

E adesso noi come facciamo a sapere se vale la pena di spendere 7,50 euro per vedere un film?
Fate come me: andate a vederlo sulla fiducia. Se non vi piace, non parlatevi per una settimana. Scusi la voce rauca, ma ultimamente mi rivolgo poco la parola, soprattutto dopo aver convinto me stesso ad andare a vedere Arrivederci amore ciao.

A me non è dispiaciuto, soprattutto l’omaggio affettuoso a Mario Bava – tornando a bomba, continua a leggere gli altri blogs o si è reso conto che, come dice qualcuno, i blogger sono tutti dei mentecatti?
Ne leggo sempre meno. O forse leggo sempre gli stessi, ma molto più velocemente e svogliatamente. Ho anche smesso quasi del tutto di lasciare commenti. Mentecatti? Che vuol dire esattamente?

Le manderò un disegno. Sa che anch’io quando vado al cinema finisco irrimediabilmente vicino a qualcuno che parla? Esiste una formula efficace per zittire lo spettatore ciarliero?
Purtroppo no. Ma sa che c’è? Sempre più spesso mi sorprendo a pensare che quello troppo insofferente e stizzoso sono io. Ne parlavo l’altra sera con Fiottolino durante la proiezione di Wallace & Gromit.

Che buffo: è andato al cinema con un androide a vedere un film di pupazzi animati! Più seriamente, è già passato un anno da quando ha aperto la partita IVA: è a credito o a debito d’imposta?
Guardi, ho un valido commercialista che si occupa delle questioni terrene. Se ci tiene a saperlo gli giro la domanda, così me la faccio anche spiegare.

Sì, ci interessa molto! Ma ha provato a mettere i vestiti nelle spese? Il commercialista che Le ha detto?
Il commercialista mi ha detto che ogni tanto si può, se ho capito bene sono spese di rappresentanza. Il fatto è che da quando lavoro nel mio eremo non indosso nulla di nuovo né di rappresentabile. Poiché anche alla vita mondana mi concedo molto poco, capirà bene che ho ben poco da scaricare.

Abita a pochi passi dall’Esselunga di viale Washington? Com’è l’ambiente? Il tasso di smorfia?
Mai notato movimenti strani. Solo una volta, qualche settimana fa, mi sono accorto che un uomo mi fissava con insistenza languida. Non era il mio tipo, così ho preferito tirare diritto e concentrarmi sulla scelta del vino.

Che risolutezza! La spesa la fa solamente lì o va anche in periferia in qualche bel centro commerciale?
Figuriamoci se mi muovo per andare a fare la spesa. La faccio lì. Tanto il bel centro commerciale me lo aprono a due passi, tra poco. Non è straordinariamente maomettano, tutto ciò?

Quasi un segno del destino. E cosa compra immancabilmente al super?
Ma che è, una ricerca di mercato? Va be’. Tre cose che non mancano mai nel mio cestello: formaggio - ho scoperto che mangiandolo nel cervello impazzano le endorfine. Si può diventare addirittura dipendenti, Lei lo sapeva? Vino e pane con i semi di sesamo. Tutto molto francescano, come vede.

Più che francescano, un trappista, quasi!
Ma senta, visto che le interessa l’argomento, permette che Le faccia io una domanda? Ieri, per puro caso, ero alla Metro. Ho contato nell’apposito reparto ben 18 marche o tipi diversi di carta igienica. Diciotto! Non le sembrano troppi? A me è sembrato un segno che l’apocalisse è vicina.

Non si è mai troppo esigenti quando si è a contatto con certe parti del corpo!
Ma mi sorge spontanea una domanda: Le manca Taranto? Ne consiglierebbe una visita a noi patatoni del Nord?
Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

E cosa non dobbiamo perdere?
Non so, il vostro tempo?

Buoni propositi per il 2006.
Iscrivermi Andare in palestra, fare un viaggio di un mese da solo, diventare un romanziere russo.

Cattivi propositi per il 2006.
Nessuno, non riesco a realizzare quelli buoni, figuriamoci.

Il motto della settimana.
Ehi, ma che ritmo ’st’intervista! Meglio de Le Jene. Dopo mi chiede di lanciare un urlo?

Lo lanci adesso: moriremo democristiani?
Moriremo. Come certezza mi sembra più che sufficiente.






permalink | inviato da il 20/3/2006 alle 23:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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