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13 maggio 2008

Organizzazione del dibattito sulle comunicazioni del Governo

XVI LEGISLATURA

Resoconto stenografico dell'Assemblea

Seduta n. 4 di martedì 13 maggio 2008
Organizzazione del dibattito sulle comunicazioni del Governo.

ANTONIO BORGHESI. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, viste le blandizie rivolte all'opposizione anche in tale occasione ella non ha mancato di dimostrare le sue doti di imbonitore peraltro ampiamente riconosciutele da Indro Montanelli che, per la verità, usava un altro termine, più crudo.
Non sono iscritto al partito dei buonisti. Italia dei Valori non concederà la fiducia al suo Governo per motivi etici, politici e programmatici. Infatti, un Governo trae la sua credibilità in primo luogo dal comportamento presente e passato di colui che lo presiede, una credibilità che deve trovare riscontro non solo all'interno dei confini del Paese, ma anche e soprattutto nella comunità internazionale. Sotto questo profilo, non è difficile comprendere che con il suo ritorno al Governo saremo nuovamente di fronte ad un'emergenza etica. Sarebbe come sparare sulla croce rossa prendere a riferimento le pagine di quella sorta di enciclopedia che documenta le tante e gravi inchieste giudiziarie nella quale ella risulta ancora coinvolto e dalle quali, grazie alle numerose leggi ad personam (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà) che ella è riuscita a far approvare, lei è sinora riuscito in larga parte a sfuggire. Sfuggito, ma non assolto, per lo più salvato dalle prescrizioni ora dimezzate grazie sempre ad una di tali leggi.
Poiché in relazione a tali indagini lei invoca continuamente l'idea di una fantomatica persecuzione politica, voglio risalire più indietro nel tempo, a momenti antecedenti alla sua discesa in campo, a tempi non sospetti, quando cioè il richiamo alla persecuzione politica sarebbe apparso del tutto ridicolo.
Eppure, già allora era evidente una delle principali caratteristiche del suo agire: il ricorso alle false promesse, delle quali io stesso fui diretto testimone, ad esempio al tempo in cui l'Università della Calabria le conferì la laurea honoris causa in ingegneria gestionale (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Quel metodo un giorno la portò, Presidente, in un tribunale ad alzare la mano destra e dire «giuro davanti a Dio e agli uomini di dire la verità», salvo poi rendere una falsa testimonianza, reato accertato anche se estinto per amnistia.
Con un simile precedente penale in nessun Paese veramente democratico, ad esempio in quella grande democrazia che sono gli Stati Uniti, ella avrebbe mai potuto accedere ad una carica pubblica. Immaginiamoci alla massima delle cariche pubbliche! Ma Lutero e Calvino vissero e predicarono al di là delle Alpi e, purtroppo per noi italiani, prevalentemente al di là delle Alpi si è diffusa quell'etica protestante che là e negli Stati Uniti hanno informato e continuano ad informare la gestione della res publica.
Qualche giorno fa lei ha pronunciato davanti al Capo dello Stato un giuramento con il quale si è impegnato ad agire nell'interesse dell'intera nazione, ma di una cosa possiamo essere certi: nei periodi in cui lei ha governato a stare molto meglio di prima sono state le sue aziende, che hanno avuto risultati eccezionali (Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Eppure, nel momento in cui lei ricevette l'incarico di formare il suo primo Governo, il suo gruppo industriale era sull'orlo del fallimento. Molti italiani, però, stanno oggi peggio di allora e per metà degli ultimi quattordici anni è lei che ha governato il Paese.
Sono questi i motivi sufficienti a togliere ogni credibilità alle nuove promesse che lei ha fatto agli italiani in campagna elettorale e che qui ha puntualmente ripetuto oggi e per le quali non ha spiegato ancora dove troverà le risorse necessarie a finanziarle.
L'Italia dei Valori non le darà la fiducia poiché, anche più che in passato, lei ha costruito una compagine di Governo obbligata a dire sempre sì a qualunque cosa lei dovesse proporre ed è sintomatico che la questione dell'informazione, basilare per la democrazia, venga oggi nascosta dentro un altro Ministero.
Siamo certi che lei si guarderà bene, sia dal dare applicazione alla nota sentenza della Corte costituzionale, sia dal dare adeguata risposta alla condanna dell'Unione europea contro la legge Gasparri, ancora una volta da lei voluta per avvantaggiare le sue aziende editoriali e televisive. Alla faccia del pluralismo dell'informazione!
E la giustizia? Ci mancherebbe che un nuovo Minculpop di mussoliniana memoria (Commenti di deputati del gruppo Popolo della Libertà ) impedisca alla rete di far circolare il bacio del Ministro Alfano a Croce Napoli, capomafia di Palmi di Montechiaro. Ogni italiano ha il diritto di saperlo, di vederlo e di valutarlo, così come ha il diritto di giudicare l'intervento dello stesso Ministro in solidarietà e difesa di Totò Cuffaro dopo la condanna a cinque anni per favoreggiamento di un mafioso.
Con queste premesse meglio sarebbe parlare sin d'ora di Ministero dell'ingiustizia. Oppure le do un suggerimento: lo nasconda come l'informazione, per esempio celandolo nel Ministero delle infrastrutture; chissà, forse ne potrebbero fare un nuovo porto delle nebbie sul tipo di quello che il suo fido Cesare Previti, con lei Ministro della difesa in attesa di una condanna a sei anni per corruzione di un giudice, ben conosceva.
Mi dispiace per qualche anima candida come la Ministra Meloni e qualcun altro. La compagnia non appare proprio cristallina. Noi dell'Italia dei Valori dubitiamo che da un tale Governo possa venire il bene per il Paese, soprattutto nei campi più delicati per il salvataggio della democrazia, come l'informazione, la giustizia, la legalità, l'assenza del conflitto di interesse, argomenti da lei neppure sfiorati.
Nondimeno, qualora dovesse arrivare in Aula qualche provvedimento per la sicurezza dei cittadini, per il federalismo vero - ma su questo ultimo punto esprimiamo forti dubbi che ciò avvenga -, siamo pronti a passare dall'opposizione dura alla proposta e, nel caso, alla condivisione. Così sarà per le riforme istituzionali e per la legge elettorale, a condizione che vada nel senso di ripristinare in capo agli elettori il potere di decidere chi li debba rappresentare e a condizione che preveda adeguate cause di ineleggibilità per i condannati con sentenza passata in giudicato e per chi si trovasse in palese conflitto di interessi con lo Stato.

PRESIDENTE. La prego di concludere.

ANTONIO BORGHESI. Con queste motivazioni e con le ulteriori che saranno specificate da altri colleghi del gruppo, Italia dei Valori dichiara la non fiducia nei confronti del suo Governo (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).





permalink | inviato da principino il 13/5/2008 alle 18:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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